TRASFERIBILI: LA GRAFICA A PORTATA DI MANO

Chi non ha mai sentito parlare dei "trasferelli"? A molti questo termine farà venire in mente fogli colorati di disegni in varie forme, ad altri invece fogli di lettere e numeri oppure disegni "tecnici", come finestre e porte: ma cosa sono esattamente e qual'è la loro storia?

La storia del Trasferibile

E' difficile comprendere oggi, tecnologici come siamo, l'immediata rivoluzione che il sistema trasferibile ha portato nei primi anni 60, quando ha incominciato a muovere i primi passi tra le emergenti tecniche di composizione cosiddetta "a freddo". Per aiutarci a farlo bisogna pensare che un qualsiasi creativo prima di quell'epoca per avere qualcosa di stampato su un foglio di carta, fosse un disegno o una scritta, doveva rivolgersi a delle stamperie professionali che a loro volta commissionavano o compravano alle cosidette "fonderie" i caratteri fisici, necessari materialmente per stampare sulla carta.

Il trasferibile, invece, è un prodotto finito, che giunge al cliente pronto per essere utilizzato con un procedimento semplicissimo -lo sfregamento con una penna-su qualsiasi superficie desiderata; il suo "stoccaggio" ingombra poco ed in più costa meno rispetto a qualsiasi altra tecnica tipografica esistente. Il suo successo è immediato: lo amano i bambini che giocano a trasferire coloratissimi disegni ovunque, inventando storie ed animazioni, i creativi e modellisti per la resa professionale che aggiunge valore al progetto indipendentemente dalla preparazione grafica dell'esecutore, i tecnici che economicizzano il tempo del disegno attraverso un linguaggio grafico già pronto.

In breve tempo la produzione trasferibile conta disegni colorati, alfabeti, disegni tecnici, decorazioni: nasce quindi l'idea di organizzare l'offerta in cataloghi per permettere ai propri clienti la possibilità di trovare e scegliere con facilità ciò di cui hanno bisogno, secondo un disegno "normalizzato", ossia in scale e misure predefinite.

Catalogo Reber R41 del 1969 

Il pubblico cresce costantemente e chiede a gran voce alfabeti nuovi, grafiche sempre più complesse, settori sempre più tecnici: nascono i trasferibili per l'infortunistica, per l'urbanistica, elettronica, elettrotecnica, retini trasferibili e pellicole in acetato adesivizzato, senza dimenticare interi alfabeti nati esclusivamente per questa industria.

Il trasferibile come mezzo tecnico indispensabile conosce la sua massima espansione negli anni 80 rappresentando a tutti gli effetti un "ponte" indispensabile tra la tradizionale stampa di Gutenberg e quella della fotocomposizione fino ad arrivare al computer vero e proprio.

Ma la sua storia non è ancora finita: negli anni 90 l'industria trasferibile resta nelle mani di chi ha saputo adattarsi al progresso tecnologico individuando nuovi campi di applicazione: grazie infatti alle sue caratteristiche intrinseche di versatilità ed unicità è utilizzato ad oggi nei più svariati campi del DIY nonostante l'ambito tipografico sia quasi totalmente computerizzato. Dal modellismo alla decorazione di specchi e stoffe, alla composizione artistica libera ed in ogni campo dove l'artista desideri avere il controllo totale del proprio mezzo espressivo, il trasferibile resta ancora fedele alleato dei creativi di tutto il mondo.

Cos'è un trasferibile

Che si chiami trasferello o trasferibile la sostanza non cambia: è un foglio di polimero adesivizzato e termosensibile sul quale vengono stampati, con degli inchiostri speciali, disegni o alfabeti o decorazioni: lo sfregamento permette a ciò che vi è stampato sopra di "trasferirsi" sul supporto desiderato senza avere alcuno spessore e quindi con una resa che assomiglia molto alla vera e propria stampa.

La semplicità con cui un disegno trasferibile viene "trasferito" su un foglio nasce dalla complessità di un'interazione chimica di forze che interagiscono tra di loro in un bilanciamento di trazione o pressione al grammo: l'inchiostro infatti deve aderire al supporto con una specifica forza aggressiva e contemporaneamente permettere all'adesivo di attaccare ad ogni superficie (carta, vetro, legno e così via) con una forza specifica relazionata alla prima. Questa formula esatta è l'ingrediente segreto di ogni industria trasferibile.

Un foglio trasferibile può avere diversi formati, i più conosciuti sono senz'altro quello 9x25 cm, rettangolare, di facile stoccaggio e quello 25x35 cm riservato alle grafiche di altezza maggiore.

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