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Origini e storia del carattere gotico

Con le sue forme inconfondibili ed il suo utilizzo reiterato in molteplici contesti storici, il carattere cosiddetto "gotico" è forse uno tra i più noti e riconoscibili anche ai neofiti del typedesign.


Pagina di libro con scrittura gotica
Una pagina medioevale in una presentazione di A. Novarese

La semplicità grafica di questo carattere tuttavia è solo apparente nascondendo tra i vistosi chiaroscuri veri e propri stili differenti dalla storia complessa quanto affascinante.


Pagina stampata con un alfabeto gotico.
Il carattere gotico in una presentazione di A. Novarese

Il termine "gotico" poi, usato comunemente in mille accezioni è un concetto molto generico che può condurre a qualche malinteso se applicato al mondo dei caratteri: sotto questo nome infatti vengono rappresentati alfabeti che hanno caratteristiche completamente differenti per cui è bene avere qualche accortezza entrando in argomento.


Un comune malinteso è per esempio parlare indifferentemente di carattere gotico e di alfabeto gotico, pensando che il primo termine sia la specificazione del secondo quando parlando di carattere gotico si intende uno "stile" di carattere latino di derivazione carolingia mentre l'alfabeto gotico vero e proprio è un alfabeto di forma onciale derivato dall'alfabeto greco usato esclusivamente per scrivere l'antica lingua gotica; anche tradurre "gotico" con il simile termine inglese "gothic" non è corretto dal momento che nel mondo anglosassone questa parola non definisce affatto il carattere "Gotico" - chiamato invece "Blackletter" - ma un carattere sans serif come per esempio Forma, Recta o Helvetica.


Ciò premesso è ora di addentrarci nella vera e propria storia di questo affascinante carattere e di studiare da vicino la sua storia ed il suo uso nonché le sue peculiari caratteristiche grafiche.


Con il termine Gotico è definita una particolare scrittura dei manoscritti in uso nel medioevo: si trattava di una scrittura minuscola derivata dal latino sviluppatasi a partire dal XI secolo nell'Europa settentrionale che aveva la caratteristica, con le sue lettere fitte e nere, di sovrastare il biancore della pagina.


Pagina estratta dalla Bibbia di Gutenberg
Estratto della Bibbia a 42 linee di Gutenberg circa 1455

Il carattere gotico è composto da 4 stili: "Textura", Rotunda, Schwabacher e Fraktur.


Il primo carattere tipografico del mondo occidentale fu un gotico "textura" disegnato sulla base della scrittura manoscritta dei monasteri contemporanei dell'Europa del nord: stiamo parlando della Bibbia a 42 linee di Gutenberg, stampata nel 1455. Il nome di questo stile deriva dal latino "textum" perché sulla pagina sembra una trama intessuta.


Pagina scritta con alfabeto gotico detto textura
Presentazione del Gotico textura ad opera di A. Novarese

La scrittura semi gotica Rotonda detta anche "Lettre de Somme" fu invece la versione di scrittura gotica in uso nel sud Europa, in particolare in Italia e Spagna (dove prende il nome di Redondilla).


La sua caratteristica è di avere uno stile gotico privo di curve ogivali segno della tendenza dei calligrafi italiani al disegno orizzontale ed al rifiuto dell'estremizzazione delle forme gotiche del nord Europa mutuate dall'architettura ivi presente; il suo impiego nel mondo latino fu prevalentemente liturgico restando sempre piuttosto marginale fino a decadere del tutto, almeno in Italia, con l'avvento del Rinascimento.


Esempio di gotico Rotundo in uno specimen veneziano del 1486
Specimen di E. Ratdolt - Venezia 1486

La Gotica Schwabacher compare invece dopo il 1480 in Boemia, Svizzera ed alcuni stati della Germania centrale ed è derivata dalla scrittura tradizionale cosiddetta "bastarda" ivi in uso. L'adozione di questa scrittura coincise con il risveglio del senso nazionalistico della borghesia tedesca di questi luoghi.


La lingua tedesca e la scrittura vernacolare identificata come gotica divennero infatti simboli sempre più apprezzati della lotta al dominio del papato negli stati germanici al punto da essere adottate per la stampa della Bibbia Luterana del 1534: per la stampa del testo fu scelto il carattere gotico Schwabacher mentre per i titoli il carattere gotico Fraktur ed i caratteri cosiddetti "romani".


Spiegò in seguito lo stampatore Hans Luft che così si fece per segnalare con il Fraktur le parti connesse alla grazia ed al conforto e con i romani quelle concernenti la punizione e la rabbia: quasi un tentativo ante litteram di condizionamento politico subcosciente.


Pagina con all'interno la scrittura Schwabacher di A. Novarese
Presentazione della Scrittura gotica Schwabacher di A. Novarese

In ultimo la gotica Fraktur: un'altra tipologia di gotico sempre basata sul genere bastarda, sviluppata dai funzionari della corte dell'imperatore del sacro Romano Impero Massimiliano I: il suo nome deriva dalle curvature spezzate comuni a molte lettere.


Nei successivi trenta anni questa scrittura soppiantò la Schwabacher ed è ancora oggi considerata la scrittura tipicamente germanica.


Pagina di scrittura Fraktur di A. Novarese
Presentazione della scrittura Gotica Fraktur ad opera di A. Novarese

Durante i primi 150 anni della storia della stampa il carattere gotico fu principalmente utilizzato per stampare testi locali: alla fine del 16 secolo nella maggioranza dei paesi era stato relegato ad argomenti specifici come lavori religiosi, legali o documenti governativi, diplomi accademici o titoli di giornali.


Contrariamente a questa tendenza, come detto innanzi, nei paesi di lingua tedesca ed in Scandinavia il suo uso divenne la normalità quotidiana perché incominciò ad essere identificato con la nascente chiesa Protestante e quindi con l'identità popolare dei luoghi.


In particolare il Fraktur venne scelto come stile per le germaniche "belles lettres" mentre il carattere "romano" veniva considerato appropriato solo per tradurre testi stranieri o letteratura scientifica.


Pagina di uno specimen dello stampatore Philippus Bergomensis
Specimen dello stampatore Philippus Bergomensis - 1497

Dopo la guerra Napoleonica l'uso del gotico divenne ancora più radicato, questa volta perché identificava l'identità nazionale germanica piuttosto che lo stile "romano", considerato l'alfabeto dell'invasore.


Tanto fu usato per un motivo o per l'altro che all'inizio del XX secolo la Germania si trovò ad essere l'unico paese europeo di un certo rilievo ad usare ancora il carattere gotico in modo sistematico.


Con l'avvento poi dei movimenti "Art and Craft" inglesi e quello dello Jugendsti, partecipi della crescita economica della Germania industrializzata, molti artisti vennero coinvolti nel disegno del nuovo commercio per pubblicizzazioni, insegne ed annunci ed il Gotico, mai sostanzialmente mutato dai suoi 4 stili originali ottenne per decenni una grande e creativa attenzione dalla quale scaturirono decine di nuovi alfabeti disegnati dai maggiori type designer dell'epoca come Rudolf Koch, P. Behrens, E. R Weiss, W. H. Bradley, W. Morris e molti altri.



Le cose tuttavia cambiarono presto quando uno stile particolare di Gotico, il cosiddetto Schaftstiefelgrotesk - traducibile come sans serif "Scarpone" - apparve in coincidenza con l'ascesa del Nazionalsocialismo in Germania, diventandone presto il "portavoce visivo": caratteri come il Tannenberg, il Deutschland, l' Element e il National, legati imprescindibilmente ad alcune delle pagine più oscure della storia del XX secolo, determinano il rigetto di questo stile nell'immediato dopoguerra in una Germania divisa tra Est ed Ovest ma unita nel desiderio di drastico rinnovamento. Fu così che, identificato in ultimo con l'odioso messaggio che aveva inconsapevolmente comunicato, il Gotico scomparve definitivamente dall'uso quotidiano in Germania.


Nonostante questo epilogo politico, il Gotico è oggi uno stile ampiamente utilizzato e resta uno degli stili più importanti nella storia della scrittura occidentale: le sua varianti ancora oggi riescono a comunicare con grazia sapiente parole autorevoli che nulla hanno più a che vedere con l'autoritarismo passato.















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